Filatelia è il termine con cui si identifica il collezionismo di francobolli. Tale termine è stato coniato nel XIX secolo unendo i termini greci filos ("amante") e atelia ("franchigia"). La franchigia è un termine usato per indicare la tassa dovuta per il recapito della posta. Il termine origina il sostantivo "filatelista" e l’aggettivo "filatelico". Con filatelista si intende dunque la persona che si interessa di filatelia, mentre gli oggetti utili al filatelista sono detti filatelici.
La filatelia propriamente detta si interessa del collezionismo dei francobolli ma esistono numerosi rami collezionistici molto diversi tra loro. Ne elenchiamo solo alcuni:
Tra la filatelia propriamente detta, la storia postale e la marcofilia, esiste un tipo di collezione comune che è quello delle buste primo giorno (o ‘first day cover). Queste sono buste speciali che presentano un francobollo applicato ed annullato con un timbro particolare nel suo primo giorno di emissione.
Gli interi postali, sono cartoline, buste, biglietti o aerogrammi preaffrancati, con vignette e scritte indicanti il valore. Nei caso dei biglietti e degli aerogrammi sono dei fogli ripiegati con lembi gommati e talvolta perforati. L'affrancatura, che somiglia tutto e per tutto ad un francobollo, è stampata sul recto (in caso di variazioni di valore esiste anche soprastampata con le nuove cifre).
Per conservare gli interi è necessario tenere integri questi oggetti, senza ritagliare la vignetta poiché l'intero postale, tranne casi particolari ha valore come tale solo se conservato nella sua interezza.
I francobolli possono essere collezionati insieme al documento sul quale sono stati applicati; in questo caso il collezionismo viene definito di storia postale in quanto lo scopo è lo studio degli annulli impressi e del percorso effettuato.
Per determinare la qualità occorre esaminare vari aspetti del francobollo:
Gli strumenti indispensabili per praticare la filatelia sono: la lente di ingrandimento, le pinzette, l'odontometro, il filigranoscopio, gli album e il catalogo.
Per collezionismo di monete si intende quella forma di collezionismo che riguarda le monete o altre forme di valute emesse legalmente.
Spesso comprende quelle monete che hanno circolato per brevi periodi, coniate con degli errori, o considerata particolarmente belle o che hanno particolare rilevanza storica.
Il collezionismo di monete è distinto dalla numismatica in quanto questa è lo studio scientifico delle monete, anche se ovviamente le due cose sono strettamente collegate;spesso, comunque, i collezionisti sono anche degli studiosi di numismatica.
Il collezionismo di monete ha origini quasi in contemporanea con l'utilizzo nel mercato delle monete stesse,ha origini antichissime anche se fino ad un paio di secoli fa era considerato un "hobby da re",in quanto trovare determinate monete era particolarmente difficile,mentre con le nuove tecnologie e con il passare dei decenni ha accomunato sempre più "adepti".
Solitamente il collezionismo di monete viene praticato secondo i propri gusti,ma in linea di massima si può suddividere in alcune grandi sottocategorie:
Nel collezionismo di monete,ovviamente,si devono tener conto di determinati criteri,tra i quali:
Solitamente il collezionista dispone dei seguenti strumenti:
Per conservare le monete esistono diversi modi: possono essere conservate in appositi raccoglitori ad anelli con fogli realizzati appositamente per determinate monete,possono esser conservate in armadietti contententi vassoi di velluto,in capsule in oblò,tutto varia da collezionista a collezionista.
Molti si chiedono se sia giusto oppure no pulire le monete,solitamente il collezionista applica la regola del "non si pulisce nulla",ma anche questo varia da persona a persona.
Piccole curiosità:la tradizione assegna al poeta Francesco Petrarca la nascita del collezionismo di monete moderno;inoltre uno dei collezionisti di monete più importati è stato Vittorio Emanuele III,Re d'Italia,la cui collezione è stata donata allo stato italiano ed è esposta nel Museo Nazionale Romano.
Considerato fino a qualche anno fa un oggetto collezionabile "minore", il sottobicchiere, a partire dalla metà degli anni Novanta, è diventato sempre più ricercato dai collezionisti italiani,
tanto che la raccolta di questi oggetti ha oggi raggiunto livelli di popolarità comparabili a quelli che, storicamente, si registrano in nazioni come il Belgio e la Germania.
Se una volta i sottobicchieri che circolavano nei pub e nelle birrerie italiane erano pochi, oggi, con il proliferare del fenomeno delle microbirrerie e dei microbirrifici artigianali e con
l'adozione, anche in Italia, del sottobicchiere come strumento di comunicazione pubblicitaria e di sponsorizzazione di eventi sportivi, manifestazioni culturali e ricorrenze, assistiamo
all'uscita, ogni anno, di almeno un centinaio di sottobicchieri realizzati da birrerie italiane oppure appositamente concepiti dalle birrerie straniere per il mercato italiano.
In Italia non siamo ancora al livello di altre nazioni dove i sottobicchieri, spesso, sono estremamente curati dal punto di vista grafico, con l'emissione di serie esteticamente molto belle e
gradevoli ma, certamente, possiamo dire che nella maggior parte dei casi, la persona che si avvicina al mondo del collezionismo birrario, oggi tende a preferire i sottobicchieri alle lattine
(attualmente purtroppo spesso anonime e lontane anni luce dalla bellezza dei pezzi che negli anni '60 e '70 potevano essere acquistati negli scaffali dei supermercati), ai bicchieri (che
purtroppo richiedono parecchio posto per essere esposti) e alle etichette (non sempre così facilmente ottenibili dalle birrerie e comunque assai numerose).
Il collezionismo di sottobicchieri,chiamato anche tegestologia,può essere effettuato secondo alcuni criteri:
1-per marca:si sceglie una o più marche di birra e si collezionano solo i sottobicchieri di quella marca;
2-per nazione,si sceglie un paese e si collezionano solo i sottobicchieri delle birre di quella nazione;
3-per soggetto,ovvero si collezionano solo quelli raffiguranti castelli,o paesaggi,o animali,etc..;
4-un po' di tutto!,ovvero collezionare semplicemente ciò che più ci piace,o ciò che riusciamo a trovare nei locali e nei mercatini della nostra zona.
Il collezionismo di bustine di zucchero è nato in Europa qualche decennio dopo la diffusione delle prime bustine, che risalgono agli inizi del 1900.
Le bustine di zucchero monodose, possono essere classificate in svariati modi: in base alla casa produttrice, in base ai luoghi ed ai locali pubblicizzati, in base a dimensione e forma, in base a serie di appartenenza.
La scelta da parte delle case produttrici di realizzare serie monotematiche di bustine ha dato il via a questo settore di collezionismo, con un mercato talvolta pensato per i collezionisti stessi, non solo per la ristorazione.
Le serie complete sono archiviate in cataloghi e riviste, diffusi in tutto il mondo. Ad esempio, le bustine di zucchero distribuite dalla catena di fast food McDonald's sono catalogate in un CD realizzato da un collezionista belga (Jan Torfs).
La dimensione delle bustine dipende anche dal paese di provenienza: ad esempio le bustine tipiche degli Stati Uniti sono molto piccole.
Esistono bustine di diverse forme, tra cui:
Le collezioni si suddividono anche in base allo zucchero contenuto nelle bustine (zucchero di barbabietola, zucchero di canna).
Alcuni collezionisti preferiscono conservare le bustine vuote ed altri piene. Ci sono diversi modi per archiviare le collezioni, i metodi più utilizzati sono: in vasi o scatole,oppure in appositi raccoglitori ad anelli con fogli realizzati appositamente per lo scopo.
Esistono diverse mostre-scambio dedicate al settore,la più grande è la "Sweet Sugar World-Un dolce mondo di zucchero" che si tiene a Pieve di Cento in marzo e conta mediamente oltre 120 espositori, che provengono da 19 regioni italiane e 10 nazioni europee.